Non ho soldi scrivi una lunga lettera
Carissima Nuccia - scrive da Bruxelles un emigrante anconitano nell’agosto del ’29 – Eccomi a te dopo tanti disaggi che a dirti il vero mi ha talmente demoralizzato. Mi trovo in uno stato critico che non so proprio come rialzarmi. Pensa tu sono senza denaro, senza un fazzoletto, non ho più nulla. Non so cosa dirti mi sento la testa talmente confusa, che non trovo parole per incoragiarti. […] Non perdiamoci d’animo da parte nostra e avanziamo serenamente la via spinosa che da lungo tempo abbiamo insieme intrapreso. Ora non ti invio il mio indirizzo, dato che non so dove mi fermerò. In questo frattempo preparami una lunghissima lettera a 8 fogli ma di quelle lettere che tu sai. Il giorno 11 andai fermo Posta a Luxemburgo. Trovai la tua provocatrice lettera ma era troppo curta, mi attendevo 3 o 4 fogli, con tutto ciò però pecai lostesso. Ora scrivi giornalmente tutto quello che ti senti, quello che vorresti, fino a che punto la tua libidine arriva, io ti risponderò poi, ora non ti dico nulla perché voglio esplorare il tuo sentimento lusurioso fino a fondo. Dunque mettiti con tutti i sentimenti …
Ciao Nuccia. Vedi il tuo Ninì per esserti fedele che m[odi] [ado]pera?