Una dolorosa disgrazia
Niedercorn il 12 giugnio 1900
Onorevole Sig. don Giacomini Pulinaro, di Felice, miè doloroso parteciparvi la morte di un tuo caro parocchiano ed il quale risiedeva in casa mia. Il povero disgraziato sarebbe Mancini Giovanni che a sua cattiva sorte nel giorno 9 del corente alle ore 2 dopo il mezzo giorno, mentre il povero disgraziato era in servizio dentro lo stabilimento spostando con un cesto certo carbone, marciando sudde un lato di ferata giacche non vi sarebbero stato il giusto contato da marciarci un carro, il caso volle che in quel fra tempo lo raggiunge la machina che veniva di dietro con vari vaconi non avedendosi che la machina gli veniva dietro e senza nepure cenni di trombetta o fischio si trovò al lato che da un vacone venne rivoltato su quel lato ristretto mettendolo in terra ma non sotto il binario. Ma benche il povero disgraziato riportò gravi ferite alla testa e nel suo corpo la fatogli tutto il bene possibile pronto il dottore e tutto quel che si possero fare. Così dalle ore 2 del sabato cessò di vivere alle ore 12 della domenica giorno dopo fu assistito dal suo fratello Cruciano, venne per bene sacramentato e il giorno di lunedì fu portato in questo cimitero vicino casa e con bello e grande accompagnio dal luogo di morte fino al cimitero tutti fu fatto festa per questo caso e si pianse la dolorosa disgrazia […]. Voi direte anche alla donna che questa disgrazia viene pacata dalla Società e Cassa Socchorso chsì che io fui chiamato per interprete e che per quanto potro fare io mi occupero per farci prendere tutto cio che sia giusto purche possa avere la utorizzazione per farmi valere avanti i consoli e la Società […].